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Dove dormire per visitare Palazzo Massimo, il Museo Nazionale Romano

2 anni ago · · 0 comments

Dove dormire per visitare Palazzo Massimo, il Museo Nazionale Romano

Lo sfarzoso palazzo Massimo, in cui oggi è ospitata una sede del Museo Nazionale Romano, venne progettato e costruito da Camillo Castrucci, sulle spoglie di Villa Montalto-Peretti. L’antica villa fu costruita nel ‘500 per Papa Sisto V per poi essere distrutta dopo l’Unità d’Italia. Fu lo stato a rilevare quest’area nel 1981 che venne poi destinata a diventare un museo nel 1995. Le collezioni residenti che danno prestigio all’attuale Palazzo Massimo sono due: quella d’arte antica (che si concentra sull’età tardo-repubblicana, quella imperiale e tardo-antica) e quella dedicata alla numismatica e all’oreficeria.

Insieme a Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e la Crypta Balbi, questo palazzo è ora una delle prestigiose sedi del Museo Nazionale Romano.

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Palazzo Massimo: sezione numismatica e oreficeria

Nella volta del seminterrato, costruita durante una recente opera di restauro architettonico sul palazzo, si trova la Sezione Numismatica di Palazzo Massimo che espone oggetti di grande rarità alcuni dei quali davvero unici al mondo. Tra le collezioni principali ospitate da questa galleria, segnaliamo quella dell’ex Museo Kircheriano costituita da una straordinaria raccolta di bronzi fusi dell’Italia antica, la collezione di oltre 20.000 pezzi di età romana e alto-medievale di Francesco Gnecchi (insigne cultore di numismatica romana ed appassionato collezionista) e la raccolta di monete italiane di età medievale e moderna di Vittorio Emanuele III di Savoia, donata (come scrisse egli stesso in una lettera all’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi) al popolo italiano prima di partire per l’esilio nel 1946. In questa sezione si trova anche la “Sezione di Oreficeria” che espone di gioielli, gemme e oggetti funerari.

Palazzo Massimo: la mummia romana

La mummia di Grottarossa fu rinvenuta, in occasione di alcuni lavori edilizi, il 5 febbraio 1964 appunto a Grottarossa e appartiene a una bambina dell’età di circa 8 anni, morta probabilmente intorno alla metà del II sec d.C. per tubercolosi. Il corpo della piccola fu mummificato utilizzando bende di lino impregnate di sostanze odorose e resinose, procedura inusuale in territorio romano ma molto usata durante il periodo imperiale in Egitto e in Medio Oriente. Il corpo della bambina, avvolto in una pregiata tunica di seta cinese, venne ritrovato ornato da una collana in oro e zaffiri, da due vistosi orecchini d’oro e da un anello in oro sul quale era incisa la figura di una vittoria alata. Il corredo era costituito da alcuni amuleti in ambra e da una bambola in avorio con articolazioni mobili. La bambina venne sepolta all’interno di un sarcofago in marmo di pregiata fattura, decorato con scene ispirate all’Eneide ed altre di tipo funerario.
Oggi sia mummia che sarcofago sono conservati in una sala del piano interrato del Palazzo Massimo.

Palazzo Massimo: le sculture e gli affreschi

Il piano terreno e il primo piano sono dedicati alla scultura con alcuni pezzi davvero unici e rappresentativi come il Pugile in riposo (scultura bronzea greca risalente al IV secolo a.C. ed attribuita a Lisippo o alla sua scuola) e il Principe Ellenistico (risalente al II secolo a.C.), entrambe rinvenute nell’area un tempo occupata dalle Terme di Costantino. La sezione dedicata alle opere scultoree comprende tantissimi altri pezzi di pregio come la statua della Niobide morente, quella di Augusto Pontefice Massimo, il Discobolo Lancellotti, la Fanciulla di Anzio, il Dioniso bronzeo e l’Ermafrodito dormiente e molte altre.

Al secondo piano troverete invece affreschi magnifici e dai colori vivaci originariamente utilizzati come decorazioni d’interni, che danno oggi ai visitatori la possibilità di ricreare un’immagine vividissima di come doveva apparire in tutto il suo sfarzo una grande villa della Roma antica. I temi raffigurati da questi incredibili oggetti decorativi sono davvero vari e raffigurano la natura, la mitologia, la vita domestica ed erotica degli abitanti dell’antica Roma. I più amati dal pubblico sono sicuramente gli affreschi provenienti da Villa Livia (datati dal 30 aC al 20 aC), una delle case della moglie di Augusto, Livia Drusilla. Questi ricoprivano un’intera stanza con la rappresentazione di un giardino paradisiaco tra rose selvatiche, melograni, iris e fiori di camomilla.

Se siete a Roma di passaggio e decidete di scegliere il quartiere di San Lorenzo come vostra base operativa sarete davvero vicinissimi a 2 delle 4 aree espositive che costituiscono collettivamente il Museo Nazionale Romano: Palazzo Massimo e le Terme di Diocleziano, approfittate di questa comodità per visitare questi impressionanti manifesti del passato antico della capitale! Troverete tante altre informazioni interessanti sul sito www.museonazionaleromano.beniculturali.it

Daniela Ottavi

Daniela Ottavi

 

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